Il Bonus Mamme è una delle misure di sostegno economico più consolidate rivolte alle lavoratrici italiane con figli a carico. Nel 2026, la misura si conferma con un importo mensile aumentato rispetto agli anni precedenti e un'estensione della platea alle lavoratrici autonome e professioniste, oltre alle dipendenti che già potevano richiederla.
Questa guida raccoglie in un unico posto le informazioni pratiche più utili: importi aggiornati, requisiti di accesso, procedura di richiesta all'INPS, documenti necessari, scadenze e regole di compatibilità con altre agevolazioni familiari. Il riferimento normativo principale è l'articolo 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2023, n. 213, come integrato dalle disposizioni più recenti dell'INPS per il 2026.
Cos'è il Bonus Mamme nel 2026
Il Bonus Mamme è un contributo mensile erogato dall'INPS a favore delle lavoratrici madri con almeno due figli, entro determinate soglie di reddito e con specifici requisiti contrattuali. Serve a integrare il reddito da lavoro nel periodo in cui le madri, spesso, sostengono i costi più alti legati alla cura dei figli piccoli.
La misura si affianca ad altre agevolazioni per le famiglie e ha una logica precisa: sostenere in modo più deciso le madri con carichi familiari significativi, mantenendo comunque criteri di accesso ordinati e verificabili dall'ente erogatore. Il Bonus Mamme non va confuso con l'Assegno Unico Universale, che è una misura distinta e in parte cumulabile.
Novità 2026: importo aggiornato e nuova platea
Il 2026 introduce due novità sostanziali rispetto agli anni precedenti. La prima riguarda l'importo mensile, che sale in modo significativo rispetto al 2025. La seconda riguarda la platea delle beneficiarie, che si estende alle lavoratrici autonome e professioniste, categorie prima escluse.
| Riferimento | Importo mensile | Importo annuo (max) |
|---|---|---|
| Anno 2025 | 40 € | 480 € |
| Anno 2026 | 60 € | 720 € |
| Variazione | +20 € | +240 € (+50%) |
L'importo mensile passa da 40 a 60 euro, con un incremento del cinquanta per cento rispetto al 2025.
Chi ha diritto al Bonus Mamme 2026
I requisiti si articolano in tre gruppi: quelli relativi ai figli, quelli relativi alla situazione lavorativa della madre e quelli relativi al reddito. Tutti e tre vanno rispettati contemporaneamente al momento della domanda, oltre che nei mesi di erogazione.
- Avere almeno due figli, di cui il più giovane con età inferiore ai dieci anni;
- In alternativa, avere almeno tre figli, di cui il più giovane con età inferiore ai diciotto anni;
- I figli conviventi con la madre richiedente concorrono al calcolo dei requisiti.
- Lavoratrice dipendente con contratto a tempo determinato o indeterminato;
- Oppure lavoratrice autonoma o professionista con partita IVA regolarmente attiva (novità 2026);
- Sono escluse dalla misura le lavoratrici domestiche (colf, badanti) e le lavoratrici con altre tipologie contrattuali specifiche.
- Reddito annuo da lavoro non superiore a 40.000 euro lordi;
- Il calcolo del reddito varia per categoria (dipendenti vs autonome): riferimento al reddito imponibile dell'anno di riferimento;
- I redditi diversi da quelli da lavoro (rendite finanziarie, canoni di locazione, ecc.) non concorrono al calcolo della soglia.
Limite reddito 40.000 euro: come si calcola in pratica
Il tetto di reddito annuo di 40.000 euro lordi è forse l'aspetto più frequentemente frainteso della misura. Il calcolo si basa sul reddito imponibile da lavoro dell'anno di riferimento, non sul fatturato lordo delle autonome né sui compensi lordi complessivi delle dipendenti prima delle detrazioni.
Una lavoratrice dipendente con retribuzione lorda di 2.800 euro al mese per 13 mensilità ha un reddito lordo annuo di 36.400 euro, quindi rientra nella soglia dei 40.000 euro e mantiene il diritto al bonus. La stessa lavoratrice, se percepisse anche compensi accessori significativi (straordinari, premi produttività), dovrebbe rifare il calcolo con i dati definitivi della CU dell'anno.
Per le lavoratrici autonome e le professioniste in regime forfettario, il riferimento è il reddito imponibile dichiarato al netto dell'abbattimento forfettario previsto dal coefficiente di redditività dell'attività esercitata. Nel caso di regime ordinario, il riferimento è il reddito imponibile ai fini IRPEF.
La documentazione da preparare per la domanda è contenuta: CU, situazione familiare e IBAN sono i tre elementi principali.
Come richiedere il Bonus Mamme all'INPS
La domanda si presenta esclusivamente in modalità telematica sul portale ufficiale dell'INPS. Non è possibile inoltrare la richiesta in forma cartacea o via e-mail. In alternativa, la richiedente può rivolgersi a un patronato, che gestisce l'inoltro per suo conto.
- Preparare i documenti in anticipo: CU dell'anno precedente, codice fiscale della madre e dei figli, IBAN italiano intestato alla richiedente, stato di famiglia aggiornato.
- Accedere al portale INPS con SPID (livello di sicurezza 2 o superiore), Carta d'Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
- Selezionare il servizio dedicato «Bonus Mamme» dalla sezione riservata alle famiglie.
- Compilare il modulo online con i dati anagrafici, la situazione lavorativa e il numero di figli conviventi.
- Allegare la documentazione richiesta in formato PDF o immagine leggibile.
- Monitorare lo stato della richiesta tramite l'area riservata; l'INPS comunica accettazione, richieste di integrazione o rigetto.
Scadenze e tempi di erogazione nel 2026
Il Bonus Mamme 2026 segue una tempistica peculiare rispetto ad altre misure di sostegno: le somme maturate mese per mese non vengono erogate mensilmente, ma accreditate in un'unica soluzione a fine anno. Questo elemento va tenuto presente nella pianificazione delle spese familiari.
La finestra di presentazione della domanda è aperta durante l'anno di riferimento. Aggiornamenti sul portale INPS.
Il bonus matura mese per mese, per le mensilità in cui i requisiti sono rispettati.
L'INPS eroga l'importo maturato in un'unica soluzione a dicembre, direttamente sull'IBAN indicato.
Corrispondente a 60 euro/mese per 12 mensilità se i requisiti sono rispettati per l'intero anno.
Bonus Mamme per lavoratrici autonome e professioniste
L'estensione della misura alle lavoratrici autonome e professioniste è la novità più rilevante del 2026 rispetto alle regole degli anni precedenti. Fino al 2025, la misura era riservata alle sole dipendenti; da quest'anno l'accesso è aperto anche a chi lavora con partita IVA regolarmente attiva.
- Lavoratrici in regime forfettario con partita IVA attiva;
- Lavoratrici in regime ordinario iscritte alle relative casse professionali;
- Libere professioniste iscritte alla Gestione Separata INPS.
I requisiti relativi ai figli e al reddito restano identici a quelli delle dipendenti. La differenza sostanziale sta nel calcolo del reddito di riferimento e nella documentazione allegata alla domanda, che per le autonome include la dichiarazione dei redditi dell'anno precedente e l'attestazione di regolare iscrizione previdenziale.
Bonus Mamme e Esonero Contributivo: quale differenza
Il Bonus Mamme non va confuso con l'esonero contributivo per le madri con almeno tre figli, che è una misura distinta e cumulabile solo in casi specifici. Le due misure hanno beneficiarie, importi e modalità di erogazione diversi.
| Elemento | Bonus Mamme | Esonero contributivo |
|---|---|---|
| Beneficiarie | Dipendenti + autonome con 2+ figli | Dipendenti a tempo indeterminato con 3+ figli |
| Importo | 720 € annui max | Fino al 100% della quota IVS a carico |
| Limite reddito | 40.000 € | Nessun limite specifico |
| Modalità erogazione | Accredito INPS a dicembre | Sconto direttamente in busta paga |
| Domanda | Presentata all'INPS | Comunicata al datore di lavoro |
La scelta tra le due misure, quando entrambe applicabili, va valutata caso per caso in base alla situazione specifica della lavoratrice. In presenza di tre figli e contratto a tempo indeterminato, l'esonero contributivo è tipicamente più vantaggioso in valore assoluto rispetto al Bonus Mamme.
Compatibilità con altri sostegni familiari
Il Bonus Mamme si integra in un sistema più ampio di sostegni per le famiglie italiane. La regola generale è che il bonus è cumulabile con l'Assegno Unico Universale e con la maggior parte delle detrazioni fiscali familiari, ma non con l'esonero contributivo IVS per gli stessi mesi.
| Sostegno | Cumulo con Bonus Mamme | Nota |
|---|---|---|
| Assegno Unico Universale | Sí | Misure distinte, pienamente cumulabili. |
| Esonero contributivo IVS (3+ figli) | No | Non cumulabile per gli stessi mesi di riferimento. |
| Detrazioni figli a carico | Sí | Detrazioni fiscali IRPEF pienamente compatibili. |
| Bonus asilo nido | Sí | Compatibile, con verifica delle rispettive soglie ISEE. |
| Bonus regionali per famiglie | Da verificare | Dipende dalla singola regione: verificare bandi in corso. |
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